El Orfanato

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Last Saturday we watched a really good movie: El Orfanato (The Orphanange). The movie is produced by Guillermo del Toro, director of Pan’s Labirynth, that personally I really liked, and my boyfriend as well. So we decided to rent it and give it a try. It’s a horror/drama movie, but it’s the american horror way, where you see rivers of blood, pieces of meat flying everywhere, and many times with a boring and repetitive screenplay. It’s more psychological.

It’s a journey in the protagonist’s life: Laura. She buys a house that once was a orphanage, where she grew up. She moves there with her husband and their adopted son, Simòn. Simòn has a huge creativity; he has loads of imaginary friends, a passion for treasure hunts and Peter Par story. One day Simòn disappears, and Laura begins to look for her son, like in a touching and terrifying treasure hunt.

The atmospheres and the setting are dark and touching, and the story is well balanced between the drama part and the thriller, between tragedy and fear, between reality and unreality, between logic and insanity. 

Moreover! I saw it in Spanish with Danish subtitles!!! I thought I was going to understand zero, but instead I did it!=) So I am proud!=P I could only understand what the little boy was saying in Spanish, but for the rest thanks to the subtitles! They were speaking too fast!=) Anyway it’s worth!

Lo scorso sabato abbiamo guardato un bel film: El Orfanato (L’orfanotrofio). Il film è prodotto da Guillermo del Toro, che ha diretto Il Labirinto di Pan, che personalmente mi è piaciuto molto, e lo stesso vale per il mio ragazzo. Così abbiamo deciso di noleggiarlo e vedere com’era. E’ un film drammatico/horror, ma non horror all’americana con fiumi di sangue, pezzi di carne che volano ovunque, e molto spesso con sceneggiature noiose e ripetitive. E’ più sullo stile psicologico.

Il film è un viaggio nella vita della protagonista: Laura. Laura compra una casa, la quale una volta era un orfanotrofio, e in cui lei è cresciuta. Si trasferisce qui con suo marito e il loro figlio adottivo: Simòn. Simòn è dotato di una fervida creatività; ha molti amici immaginari, una passione per le caccie al tesoro e Peter Pan. Un giorno Simòn scompare, e Laura inizia la ricerca del suo bambino, come in una toccante e terrificante caccia al tesoro.

Le atmosfere e il setting sono oscure e ti emozionano, e la storia è ben bilanciata tra dramma e thriller, tra tragedia e paura, tra reatà e irrealtà, tra logica e follia.

Oltetutto l’ho visto in spagnolo con sottotitoli in danese! Pensavo non avrei capito nulla, e invece ce l’ho fatta!=) Sono un po’ orgogliosa!=P Ho capito un qualcosina di quello che il bambino diceva in spagnolo, ma per il resto sottotitoli! Parlavano troppo velocemente! Comunque vale la pena vederlo!=) 

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