Paro, robot terapeutico per i malati di Alzheimer a Bergamo

Finalmente anche in Italia si inizia a sviluppare un interesse più diffuso per le terapie non farmacologiche per il sostegno di persone affette da demenza, come a esempio l’Alzheimer. PARO è un robot interattivo con le sembianze di una foca, creato da un’azienda giapponese. PARO è stato creato con il fine di ridurre lo stress della persona affetta da demenza e di chi si prende cura di quest’ultima. La foca simula l’integrazione tra paziente e chi si prende cura di lui, e è stato dimostrato che ha effetti rilassanti e motiva il paziente. (Per saperne di più: www.parorobots.com)

Video: Paro (L’eco di Bergamo)

Da L’eco di Bergamo del 28 novembre:

Come si aiutano gli anziani che soffrono di demenze senili, Alzheimer in primo luogo? Oltre ai farmaci, quali terapie si possono utilizzare? La Provincia di Bergamo è scesa in campo per una serie di lezioni sulle terapie non farmacologiche destinate ai direttori
e responsabili del personale di Residenze sanitarie assistenziali (Rsa, ovvero case di riposo) o Centri diurni integrati (Cdi) della Bergamasca ed è stato un successo: hanno partecipato 20 professionisti ed è stata messa in campo anche la terapia con una bambola speciale (doll therapy) che permette di risvegliare attenzioni ed emotività nelle persone affette da Alzheimer.
L’ente di Via Tasso, così, ha deciso di continuare e, primo ente pubblico in Italia, finanzia un nuovo corso con terapie sperimentali, che verrà avviato a partire da oggi e continuerà fino a settembre 2013: si farà musicoterapia ambientale e in gruppo, si applicherà l’ambiente terapeutico (arredi e oggetti che possano stimolare pazienti) e si praticherà non solo la doll therapy ma anche la robot terapia, con uno speciale robot progettato dall’Università di Tokyo e oggetto di studio all’Università di Siena. Si tratta di «Paro» ed è una foca robot che la Provincia ipotizza di utilizzare in fase sperimentale anche a casa dei malati dei Centri diurni, ovviamente con un addestramento dei lparenti.
«Paro» è già utilizzata nella casa di riposo Fondazione Santa Maria Ausiliatrice onlus (ex Gleno) sotto la guida del responsabile delle terapie non farmacologiche Ivo Cilesi, che è stato appunto il «collegamento» per la robot terapia inserita nel progetto della Provincia con l’Università di Siena e di Tokyo (che forniranno, gratuitamente, le «foche-robot» all’ente di Via Tasso). Le strutture coinvolte nelle sperimentazioni sono Rsa Fondazione Don Carlo Zanoncello a Calcio, Rsa di Nembro e Rsa Casa ospitale Aresi di Brignano e nei Centri diurni della Fondazione Madonna del Boldesico a Grumello, Fondazione Honegger di Albino e Don Giovanni Maria Morandi di Boltiere. «Nonostante i tempi di tagli, la nostra attenzione verso gli anziani resta alta – sottolinea l’assessore alle Politiche sociali Domenico Belloli – . Abbiamo investito nel primo corso 5 mila euro, ora ne investiamo circa 7 mila. È proprio concependo la formazione come risorsa che possiamo accrescere l’interesse verso la qualità di cura».

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