Le demenze

*In fase di costruzione 😀 *

Demenza deriva dal termine latino demens, che significa letteralmente uscito di senno. La demenza é una condizione in cui la funzione cerebrale é ridotta. Il sintomo piú importante é solitamente la perdita di memoria, ma spesso anche le capicitá di giudizio  e ragionamento vengono corrotte, come si possono anche vedere cambiamenti della personalitá, dell´umore e del comportamento.

La demenza non é una malattia, ma é una sindrome. Significa che ci si riferisce ad un insieme di sintomi, dovuti a differenti malattie. Come si sa, ci sono differenti tipi di demenze. Centinaia di malattie possono portare ad una demenza. La malattia piú frequente, che porta poi alla demenza, é l´Alzheimer.

L´Organizzazione Mondiale della Sanitá (OMS) ha suddiviso le demenze in tre stadi:

  • Demenza leggera: la persona se la puó vivere la vita di tutti i giorni quasi senza aiuto esterno;
  • Demenza moderata: la persona ha bisogno dell´aiuto dei femigliari e/o amici. Spesso non si puó lasciare la persona da sola per un lungo periodo di tempo;
  • Demenza grave: la persona non é in grado di prendersi cura di sè. É necessario un controllo costante.

In tutti i casi é comunque importante che il paziente:

  • sia circondato da un ambiente famigliare, dove si possa rifugiare e possa isolarsi nel passato. Per questo é importarte che il paziente abbia un appartamento per se stesso. Questo contribuisce a rendere il paziente meno nervoso, appunto perché si trova in un ambiente a lui famigliare, a controllare gli sbalzi di umore e le reazioni violente, e a preservare la privacy.
  • abbia una vita abitudiaria che sia il piú simile possibile a quella che aveva prima della malattia o comunque che si adatti alla sua nuova vita. Questo significa che il personale deve parlare con il paziente (dove possibile) e i famigliari per raccogliere piú informazioni possibili riguardanti la vita del paziente stesso. Successivamente si struttura la giornata del paziente con orari e rituali fissi, che si ripetono sette giorni su sette. Nel qual caso il primo tentativo non vada a buon fine, si procede per tentativi, fino a quando si trova la formula che piú si adatta alla condizione del paziente. Questa formula potrá essere soggetta a cambiamenti nel caso in cui la malattia si evolva. É indispensabile che le varie figure professionali contribuiscano allo stesso modo con esperienza, osservazioni, professionalitá e anche idee innovative. Infatti si deve ricordare che ogni persona é un mondo a sè. Non si deve guardare alla malattia ed applicare una soluzione a 20 persone, ma si deve mettere al centro la persona con la sua storia passata e presente per trovare soluzioni flessibili e che si possano protrarre nel tempo.
  • riceva l´aiuto di cui ha bisogno nella vita di tutti i giorni. Non si deve assumere un atteggiamento paternalistico e sostituirsi al paziente, ma lo si deve guidare nelle azioni quotidiane che una volta erano semplici automatismi, ma ora sembrano cosí difficili. Ad esempio apraxia non significa che si é fisicamente impossibilitati nel compiere un´azione; significa invece che il cervello ha perso determinate funzioni, e che quindi il soggetto deve essere aiutato a ricordarsi come un oggetto si utilizza. Se, per esempio, stiamo aiutando il paziente nella sua igiene quotidiana, e non si ricorda come si mette il dentifricio sullo spazzolino, dobbiamo semplicemente spiegare, in modo calmo, lento e semplice, come si fa. Per questo é anche importante essere dei bravi “comunicatori”, ovvero sapere come si deve parlare a chi ha una determinata malattia, a seconda dello stadio in cui si trova, e come utilizzare, controllare e leggere il linguaggio corporeo. Si deve ricordare che, chi é affetto da malattie psichiche, puó trovare difficile comunicare verbalmente, ma puó essere molto bravo a leggere il linguaggio del corpo. Pensateci quando ottenete una risposta sgarbata, o una reazione violenta. Invece di dire “é malato, lascia perdere”, provare a pensare “il mio corpo rifletteva quello che stavo dicendo, o mandava un messaggio opposto?”. L´ho provato su me stessa 😀 Diciamo che ho avuto relazioni tormentate con alcuni pazienti quando ho inziato a lavorare con malati psichici! 😀

La descrizione riportata di seguito é un accenno al mondo delle demenze (tratto da http://www.demensnet.dk), ed é perció generale.

1. Malattie di tipo degenerativo

Le demenze piú frequenti sono quelle causate da malattie di tipo degenerativo, che rappresentano piú del 70% dei casi. Con questo tipo di demenze danneggiano solitamente un gruppo di cellule cerebrali. A questo gruppo appartengono:

1.1 Alzheimer

La malattia di Alzheimer é la causa piú frequente di demenza. I sintomi sono amnesia; afasia; agnosia; riduzione delle capacitá di pianificare, valutare, pensare in astratto; confusione spaziale e temporale, ovvero diminuzione della capacitá di orientarsi in spazio e tempo; apraxia, ovvero la ridotta capacita di svolgere azioni di tutti i giorni, come vestirsi/svestirsi, utilizzare un cucchiaio, lavarsi i denti, ecc.; alteramento della personalitá e depressione.

1.2 Lewi-Body

La demenza Lewi – Body ha simtomi che ricordano l´Alzheimer, e alcuni che ricordano il Parkinson, come il tremore ad esempio. Colpisce soprattutto la capicitá di concentrazione e i sensi. I pazienti soffrono infatti spesso di episodi allucinatori. A volte alcuni sintomi del Parkinson compaiono anche con la demenza Lewy – Body, come la rigiditá dei muscoli.

1.3 Demenza frontotemporale

In questo gruppo posso essere racchiuse molte demenze, come: malattia di Pick, afasia primaria progressiva, demenza semantica, demenza frontotemporale con amiotrofia, demenza frontotemporale e parkinsonismo associata al cromosoma 17, degenerazione cortico – basale.

1.4 Demenze rare

Probabilmente i nomi piú conosciuti sono la Sindrome di Korsakoff, l´Huntinghtons Chorea (molto interessante e una bella sfida come educatore), Sindrome di Creutzfeldt – Jacob, e molte altre demenze provocate da virus, AIDS, herpes, sifilide, ecc.

2. Demenze vascolari

Rappresentano il 20% dei casi e sono procate da malattie vascolari. Sono la maggior parte delle volte provocate da trombosi.

3. Altri tipi di malattie

L´ultimo 10% di demenze é causato da altro, come tipi particolari di cisti o anche forti traumi cerebrali in seguito ad incidenti, e molto altro.

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